Non sono un tipo

Una delle cose che da sempre mi fa più ridere, quando leggo le parole di qualcuno che ci ha intervistati, incontrati o interpellati a qualche titolo, è l’abuso dell’espressione “i tipi di”. Di solito la trovo usata così: “Abbiamo intervistato i tipi di BAO Publishing (…)” mentre andrebbe usata così: “Il libro, apparso per i tipi di BAO Publishing (…)”
Perché di caratteri tipografici si tratta. È un’espressione che risale al tempo in cui l’impresa editoriale coincideva con quella tipografica – fiera proprietaria di un ben preciso set di caratteri mobili, riconoscibili da quelli della concorrenza – e la cui importanza, svolgendo il lavoro materiale di creazione dei libri, appariva più importante del lavoro intangibile di creazione, redazione, revisione di un’opera letteraria. Era un tempo in cui l’atto artigianale della stampa, della confezione, era più considerato dell’atto intellettuale della creazione.
È un’espressione che mi piace perché qualifica un libro in quanto pubblicato da quel certo editore.
Ma sto divagando. Ricominciamo.

Ciao, sono il Direttore Editoriale di una Casa editrice di fumetti che potreste aver sentito nominare. Qui in redazione sentiamo da tempo il bisogno di parlare in modo chiaro di editoria con voi lettori, aspiranti autori, librai, recensori. Abbiamo la necessità di sviscerare i meccanismi che governano la nostra industria e il nostro mercato, senza pudori, per farci capire meglio. Nei post che seguiranno affronterò i più disparati argomenti editoriali mettendo l’accento, in parallelo, sul modo in cui essi influenzano le dinamiche e le esigenze del lavoro degli autori e degli editori.

Spero che verrete a trovarmi, e a lasciare un commento, un’opinione, un saluto. Qui è casa mia, ma senza di voi non avrebbe alcun senso. Buona lettura.

14 pensieri su “Non sono un tipo

  1. “Abbiamo la necessità di sviscerare i meccanismi che governano la nostra industria e il nostro mercato, senza pudori, per farci capire meglio”

    Sembra davvero interessante!

  2. Sono un’orfana del blog “meno seghe più saghe” dello stesso autore…e quindi evviva per questo ritorno anche se immagino con un’impronta meno personale (grazie ancora per avermi fatto scopire mort subite à la framboise). Seguo fiduciosa.

  3. Nuovi blog si aprono ogni giorno, pochi promettono bene come questo!
    Complimenti per il lavoro d’eccellenza in questo ambito che svolgete!

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