Pacco, doppio pacco e contropaccotto

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Il mio calendario di lavorazione mi informa che a oggi di 76 titoli previsti nel corso dell’anno ne abbiamo mandati in stampa 32. Altri dieci saranno pronti entro la fine del mese. Pare di no, ma siamo in perfetto orario.
Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo evaso un totale di trecentotredici ordini, per quasi novecento volumi in tutto. La cosa mi stupisce sempre: l’anno scorso abbiamo venduto ottantamila euro di fumetti dal nostro shop online. Perché?
Voglio dire, la cosa mi fa estremamente piacere, ma non me la spiego. Comprando gli stessi libri da Amazon, i nostri lettori avrebbero avuto uno sconto, il tracciamento costante dell’ordine e molti più vantaggi pratici. Ma non avrebbero avuto contatto con noi.
Succede che a volte qualcuno ordini un libro senza rendersi bene conto del fatto che le spese di spedizione gratuite comportano la spedizione mediante piego di libri. Insomma, posta ordinaria. Lenta e senza possibilità di tracciare la spedizione. Dopo qualche tempo, se il pacchetto non è arrivato, ci scrivono, per sapere che fine ha fatto la merce. Noi rispondiamo che se entro trenta giorni dalla data della spedizione non arriva nulla, rimanderemo l’ordine mediante corriere, a spese nostre.
Be’, molto spesso i lettori ci scrivono per rassicurarci: hanno ricevuto il pacco. Un paio di volte qualcuno ci ha scritto al trentesimo giorno esatto: Non rimandatelo! È arrivato proprio oggi.
Io sono abbastanza convinto che queste persone ad Amazon non scrivano, per dire cose simili. Con noi si crea un rapporto diretto, c’è fiducia, desiderio di sapere che dall’altra parte c’è qualcuno cui importa di quei libri quanto a chi è disposto a pagarli in anticipo pur di averli.
Quei lettori non sono disposto a perderli. Ma sono disposto a non essere più io a vendere loro i libri. Se le librerie, le fumetterie sapessero dare loro lo stesso senso di impegno, di rassicurazione, di filo diretto con chi vende i fumetti, sarei disposto a rinunciare a quella porzione del fatturato della BAO*, perché saprei che quelle persone hanno canali sicuri attraverso i quali valutare, soppesare e acquistare i libri che realizziamo. Piuttosto che vendere da lontano, in remoto, con un clic dopo aver sfogliato un preview digitale, preferirei lasciare parte del prezzo di copertina nelle tasche di chi si premura di consentire ai potenziali lettori di sfogliare, accarezzare, annusare, prendere tra le mani i libri.

In quattro anni abbiamo messo a punto un paradigma semplice ed efficace su come si dovrebbe avere cura del lettore-cliente, prescindendo dalle facili attrattive, ovvero sconti e regali. Mi piacerebbe che anche le altre componenti della filiera industriale del fumetto, soprattutto quelle più a valle rispetto ai soggetti editoriali, trovassero il modo di avere cura dei lettori come facciamo noi. Quelli che lo fanno già hanno un clamoroso successo anche se i loro punti vendita sono in località piccole e con un bacino di utenza relativamente limitato (il mio amico Daniele Pignatelli ha una fumetteria a Sarzana, abitanti ventunomila, ma la gente viene a comprare fumetti da lui da tutta la provincia di La Spezia, e anche dalle vicine province toscane. Non ha più fumetti degli altri, ma ascolta e motiva i suoi clienti più di chiunque altro. Credo che sia davvero il migliore che c’è in quello che fa).
Fino a quel giorno, credo che qui in BAO dovremo spendere un sacco di soldi in scatole per spedizione, buste protettive con le bolle, cartoncini “Il suo pacco è stato confezionato da”, francobolli e corrieri. Perché al di là di tutte le logiche, non lasceremo che una sola persona che desidera i nostri fumetti resti senza di essi.

* Anche per questo spesso in editoria il venduto si misura “a prezzo di copertina”. Ovviamente l’editore non incassa mai il prezzo di copertina pieno, come ho spiegato due mesi fa, ma se le copie vendute tramite lo shop online si spostassero un giorno tutte su librerie e fumetterie, tenendo conto del venduto a prezzo di copertina potrei comunque fare una comparazione diretta sui quantitativi venduti, pur dovendo calcolare che il margine di profitto è differente a causa della scontistica richiesta dalla distribuzione.

4 pensieri su “Pacco, doppio pacco e contropaccotto

  1. Io compro spesso on-line, sia in italiano che in inglese, da numerosi canali (amazon, il vostro shop o quello delle altre case editrici), oltre ovviamente a rifornirmi fisicamente in edicola (locale) e fumetteria/libreria di varia (in città).

    La differenza principale, che mi fa preferire il vostro shop on-line agli altri (senza considerare il prezzo più di tanto) è la condizione del libro. Mi è successo spesso che libri ordinati da altri canali arrivassero danneggiati NON dalla spedizione ma dal mittente: graffi (anche profondi), pagine maltagliate o malstampate, adesivi staccati con le unghie, ecc…
    Ad esempio: ho approfittato recentemente dell’iniziativa Via col Venti e mi sono arrivati alcuni volumi con i difetti sopra descritti. Tutte le volte che ho ordinato un fumetto da voi è arrivato INTONSO.

    Allo stesso motivo preferisco servirmi in fumetteria invece che in libreria di varia: se un fumetto mi piace al punto tale da spendere 35 € per un cartonato di pregio, non voglio che sia pieno di bozzi o altri segni.
    Io amo i fumetti, li leggo con passione e li tengo con cura (non maniacale ma pur sempre cura); per questo posso anche spendere 3 euro in più pur di godermeli al meglio.

  2. Pingback: [Esclusiva C4C] I Libri per Strada: Gipi - C4 Comic

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