Diamo i numeri – quelli veri

La mia scrivania, perché oggi davvero non sapevo che immagine associare a questo post.

La mia scrivania, perché oggi davvero non sapevo che immagine associare a questo post.

Quando ho iniziato questo blog, mi sono posto come obiettivo di coprire tutte le tematiche inerenti all’editoria, senza dare nulla per scontato. C’era, però, nella mia testa, una cosa che credevo fosse chiara ai più, perfino tra i lettori, ma che invece da recenti commenti capisco di dover sviscerare in modo analitico. Tenetevi forte all’orlo della sedia, perché è di quelle verità che potrebbero far vacillare tutte le vostre certezze sull’Universo. Pronti?

Non siamo noi editori a decidere quante copie di quali libri vanno in quali punti vendita.

Siete ancora lì? Lo so, lo so, è dura.
Ironia a parte, ecco come va. In questi giorni stiamo preparando le informative sulle uscite dell’autunno, diciamo fino a novembre. Nel prossimo paio di mesi, i dati su tutti quei libri verranno resi disponibili al canale delle fumetterie apparendo sui cataloghi dei distributori, e a quello delle librerie generaliste venendo presentati ai librai dalla nostra rete di promotori.
Nel primo caso, i gestori delle fumetterie, sulla base delle richieste della clientela e applicando correttivi dovuti al buonsenso e alla previsione di vendita di specifici titoli, faranno ai loro distributori di riferimento l’ordine, che poi verrà comunicato a noi, ed evaso dai distributori all’uscita del libro. Questo numero, per inciso, non lo sappiamo mai in tempo perché possa influenzare la tiratura e, come leggerete tra poco, è comunque così esiguo che potrebbe al massimo dissuaderci dallo stamparlo, il libro.
Nel secondo caso, i promotori, coadiuvati dal nostro Direttore Commerciale, presenteranno le “cedole” con i titoli ai singoli librai, ma soprattutto ai buyer delle catene, che decidono l’acquisto nazionale per i loro punti vendita. Ci vorrà poco meno di due mesi per sapere in che quantità i vari titoli usciranno in tutta Italia. Noi, su questa quantità, non abbiamo alcuna voce in capitolo. Chi non vuole ordinare un libro, non lo ordina, come è suo diritto.
Nella data in cui il libro esce, le quantità destinate alle fumetterie spesso finiscono direttamente nelle “caselle” dei clienti regolari, senza passare per gli scaffali. Trattandosi di vendite in conto assoluto, quindi senza possibilità di reso, giustamente i negozianti non rischiano su titoli nei quali non credono, e riordinano solo se qualche cliente chiede loro di farlo.
Nelle librerie generaliste, che hanno diritto al reso, a volte un titolo, magari inizialmente ordinato in quantità esigue, si esaurisce e non è detto che i responsabili della libreria lo riordinino subito. Non è neanche detto che lo riordinino proprio; a volte sono contenti di aver venduto qualcosa, invece di doverlo rendere. Più spesso, hanno semplicemente così tanti titoli in negozio da non riuscire a rendersi conto dell’esigenza di riordinare tutto ciò che va esaurito.
Facciamo un esempio pratico. A fine giugno è uscito Cuori solitari, di Cyril Pedrosa. Portugal, il suo libro precedente, è quasi arrivato a cinquemila copie di venduto. La prima tiratura, di duemilacinquecento copie, è andata esaurita in sei mesi. Se il numero vi sembra piccolo, tenete presente che si tratta di un volume da 27 euro, grande e voluminoso. Non era scontato che avesse un tale successo e noi ne siamo molto soddisfatti.
L’ordine iniziale di Cuori solitari, per tutta Italia, delle fumetterie, è stato di 270 copie. Duecentosettanta. Il “lancio” iniziale nelle librerie generaliste, per tutta Italia, tra librerie indipendenti e catene, è stato di 630 copie. Totale, novecento copie. Il volume ha avuto una tiratura di quattromila copie, e sono convinto che prima della fine dell’anno le avremo terminate o quasi. Ma al momento ne abbiamo piazzate (non posso dire vendute, perché ce ne sono seicentotrenta che potrebbero generare dei resi) novecento. E per pareggiare i costi, tra anticipo e stampa, ne dobbiamo vendere 1700.
Secondo voi, se potessimo influenzare i numeri delle uscite, non lo faremmo?
Premesso che è un libro molto bello, di un autore ormai amato e apprezzato, sono certo che se avessi potuto forzare il lancio per coprire le ottocento copie che mi mancano al pareggio, non si sarebbero generati resi in più.
Invece dobbiamo lavorare virtuosamente con il passaparola e l’azione metodica dell’ufficio stampa. Facciamo libri matericamente molto belli, quindi spesso chi li vede in mano agli amici li desidera e finisce con il comprarli.
Se però aspettiamo che un cliente passi in fumetteria e se ne innamori vedendoli sullo scaffale, potrebbe non succedere mai. Anche perché al momento nessun distributore del circuito delle fumetterie fa vera promozione sui punti vendita, mandando agenti il cui compito sia di sensibilizzare i commercianti affinché facciano ordini più sostanziosi. In assenza di questa azione, anche offrire il diritto di reso (l’abbiamo fatto. Puro e semplice. Senza tranelli o giri di parole. Possibilità di rimborso, non di cambio merce. Non ha cambiato gli ordini di una sola unità) non convincerà i titolari di fumetterie a prendersi in casa più copie di qualcosa su cui non sono, non si sono o non sono stati convinti. Oltretutto, sappiatelo, quando dopo l’uscita di un libro ci scrivete per dirci “L’ho ordinato alla mia fumetteria, ma non è mai arrivato”, apprezziamo queste informazioni, e in genere cerchiamo di capire che cosa sia successo, ma il disservizio non dipende mai da noi (tranne in casi eclatanti di tirature rapidamente esaurite), ma da meccaniche spesso farraginose e incontrollabili che, dopo quindici anni che faccio questo mestiere, nessuno è ancora riuscito a spiegarmi o motivarmi in modo chiaro).
Nelle librerie generaliste, il problema è che anche quando ci accorgiamo che in un punto vendita manca qualche nostro titolo, non possiamo costringere chi si occupa degli approvvigionamenti a comprarlo. Quando un libro va molto bene, abbiamo un po’ di possibilità con le catene: magari un certo negozio aveva ignorato un titolo, ma a livello nazionale è andato bene. È facile in questo caso sensibilizzare il responsabile acquisti affinché faccia un nuovo ordine. Altrimenti, sui singoli punti vendita, non è che possiamo sperare che la frase “È un libro stupendo, vedrai che lo vendi di sicuro” sortisca qualche effetto, lo capirete.

La situazione è questa: in Italia ci sono circa duecento fumetterie. Ricevono centinaia di novità al mese e fare gli ordini e i riordini è diventato un mestiere a sé stante, per chi le gestisce, anche per via della crescita dell’offerta avvenuta negli ultimi anni (a fronte di una clientela e di un lettorato che non sono cresciuti di pari passo, quindi si vende meno di ciascun titolo).
Il mercato librario è in crisi stabile da anni. Quest’anno chiuderanno venti librerie Feltrinelli, per dire, e non è che il caso più eclatante. È pur vero che le nicchie editoriali sono in crescita (religione, fumetto, viaggi e tempo libero e gift box sono i settori in maggior crescita dell’ultimo quinquennio), ma in assenza di una corretta opera di sensibilizzazione da parte delle reti di promozione e degli stessi editori la diffusione di certe opere resterà difficile. Contate poi che in tutta Italia le librerie che dedicano uno spazio serio al fumetto sono meno di duecento.

Noi la sappiamo a memoria, la lista delle fumetterie che tifano con entusiasmo per noi e hanno sempre copie delle nostre opere a scaffale. Ma non la sbandieriamo, per non penalizzare la loro concorrenza, perché stiamo operando affinché TUTTI i punti vendita possano, senza rischiare l’osso del collo, avere tutto ciò di cui hanno bisogno, tra i prodotti BAO. È un procedimento lungo, costoso per noi, che ci vede lottare contro i danni della crisi economica, il timore per il futuro dei commercianti, lo scetticismo delle reti promozionali, la pigrizia di alcuni soggetti lungo la filiera e perfino le politiche di sabotaggio di alcuni soggetti interessati a limitare la nostra crescita. Da un paio d’anni a questa parte, nessun volume BAO non pareggia i conti. Solo che arrivare a quel rassicurante livello di vendite è uno stillicidio, un lavoro lento e paziente, che se noi potessimo renderemmo molto più veloce. Ne va della nostra sopravvivenza, in fondo.

L’editoria è l’arte di bilanciare pazienza e incoscienza.

 

 

 

24 pensieri su “Diamo i numeri – quelli veri

    • No. Ma lui non ne ha bisogno, perché i suoi ordini iniziali sono sempre molto buoni, ormai. Solo che non dipende da noi: possiamo solo addurre il suo successo, come motivo, per fare ordini “sostanziosi”, ma non sta a noi decidere i numeri. Mai.

  1. Mi piace moltissimo come scrivi, e mi piace ancor di più quello che racconti. Più ancora, essendomi innamorato di Portugal, mi piace sapere che ci sia un nuovo volume di Pedrosa che mi aspetta, e che sia edito da voi. Anche perché la mia fumetteria di fiducia fa il tifo per voi, lo so per certo…

  2. Molto interessante, anche perché tra tante leggende metropolitane (e solite voci di corridoio tipiche di questa nazione) avete pubblicato dei numeri.

    Manca però, a completare il quadro della situazione, il rapporto con le librerie online (non digitali ovviamente).

    Usando praticamente solo quelle mi interessa parecchio, anche se ho una fumetteria di fiducia che sicuramente tifa per voi,

    • Non manca, Federico. Le librerie online fanno parte del novero delle librerie generaliste e agiscono nello stesso modo, solo che nel loro caso ci preoccupa meno il numero iniziale delle prenotazioni, visto che sono solite approvvigionarsi man mano che le loro scorte si assottigliano.

  3. salve,

    non so se ti ricordi di me ma abbiamo fatto due chiacchiere a catania allo stand (abbiamo parlato un po’ anche del blog e ho fatto una domanda a recchioni durante il question time).

    sono molto contento del modo in cui gestisci questo blog e devo dire che anche questo post è molto interessante.

    finalmente un po’ di chiarezza con numeri e dinamiche spiegate per bene.

    alla feltrinelli di catania c’è uno spazio (non posso dire quanto esteso perché non ho i riscontri con altre feltrinelli) dedicato ai fumetti nel quale ci sono anche molti vostri prodotti.

    spero di trovarne presto altri, anche perché di solito compro da amazon ma a volte si passa in libreria e un regalino te lo vuoi proprio fare.

    complimenti per tutto il lavoro che fate.

    ps: cuori solitari è bellissimo 🙂

    ppss: speravo di trovare le opere di thompson con una vostra edizione. ma ce l’ha rizzoli a quanto ho capito. peccato…

      • è vero michele, devo solo recuperare habibi (mancanza colpevolissima da parte mia).

        posso chiederti un consiglio personale?

        per i tuoi gusti cosa mi consiglieresti per l’estate tra le vostre edizioni? (“e la chiamano estate…” lo sto aspettando quindi un altro titolo :D)

        se puoi dirmelo eh? anche perché lo so che equivale alla domanda “a chi vuoi più bene? alla mamma o al papà?”

      • Ti dico qualche titolo e tu peschi ciò che non hai, proviamo? I Kill Giants, Bone, Portugal (ma forse l’hai già letto), Come prima e Mia mamma. E se invece vuoi qualcosa di lungo, Echo di Terry Moore o Zot! di Scott McCloud. Fammi sapere cosa scegli, mi interessa!

      • portugal già letto e conquistato (praticamente ora DEVO cercare tutto il resto di pedrosa)

        I kill the giants era nella mia lista da comprare da tempo.

        ZOT mi incuriosisce… mccloud lo conosco solo da “teorico” e non da fumettista.

        grazie michele, ti farò sapere al prossimo ordine/acquisto

  4. Ti ringrazio di questo post, perché, facendo più o meno il tuo mestiere (nel settore libri per bambini) e non avendo certo la vostra notorietà, la mia fatica è doppia.
    Una buona comunicazione supporta buoni prodotti. Voi fate ottima comunicazione e pubblicate meravigliosi fumetti. In bocca al lupo
    Angela

  5. “Anche perché al momento nessun distributore del circuito delle fumetterie fa vera promozione sui punti vendita, mandando agenti il cui compito sia di sensibilizzare i commercianti affinché facciano ordini più sostanziosi”.

    Questo passaggio è molto importante. Ci sarebbe molto da lavorare in tal senso. Ma del resto lo sai meglio di me.

  6. ciao Michele,
    davvero una bella analisi, mi rendo conto che alcune notizie sono un po’ + tecniche, però aiutano noi lettori a capire un po’ meglio le dinamiche di una realtà editoriale. Sul discorso distribuzione, per quanto profano, sono più di 20 anni che sento raccontare un po’ di tutto, ormai il gap almeno per il trasporto fisico è stato compensato rispetto ad un paio di decadi fa, ma ci sono penso problemi + gravi di comunicazione e burocrazia anche in questo settore che rallentano anche quando non dovrebbero, danneggiando in primis l’editore, per non parlare del ritorno economico di tutta la catena. Speriamo in giorni migliori o con meno problemi a riguardo in futuro, insomma uno slancio di civiltà ben accetta =)(
    Siete dei grandi per tante cose, ma avete anche il gran merito di aver portato Zot! in Italia in un bellissimo formato, devo sbrigarmi a prendermi la variant!
    Mi piacerebbe capire volumi come Dong Xoai di Joe Kubert che riscontro possono avere qui da noi, Kubert non ha bisogno di presentazioni certo, ma per argomento trattato, mi vien da pensare che avete un buon seguito tra i lettori sopra i 40 anni, che vi spinge a stampare materiale che tra le generazioni attuali è meno appetibile, tuttavia un certo zoccolo duro di lettori può sicuramente apprezzare. Quando scegliete di pubblicare determinato materiale, proprio in virtù di una promozione assente da parte della stragrande maggioranza dei venditori, puntate al nome dell’autore per stampare un determinato quantitativo o avete dei riferimenti in ambito di mercato, richieste o cose di questo genere?
    Scusatemi per la lunga digressione ^__^

  7. Bel pezzo!
    Putroppo è vero: nel canale delle fumetterie, non si fa promozione.
    Già mandare un poster è fantascienza.

    Mi servo da diversi distributori di varia, e devo dire che, quando passa un loro agente, e magari “perde” una mezz’ora per illustrarci il catalogo di un editore, è oro puro.

    Per le fumetterie, questo non esiste. Ma a cosa servono i distributori, che non riescono neanche a curare una comunicazione b2b efficace e continua?

    Discorso reso: le condizioni cui l’avete offerto, tramite alastor, se è quello a cui ti riferisci, l’hanno reso antieconomico per diverse ragioni…

    Ordini: si, è un lavoro. Guardate a che ora posto questo commento: bene, ho appena finito di fare la prima tranche di ordini del mese di giugno. E sto in ospedale, mentre cullo il mio secondo figlio.
    Si può lavorare in questo modo antidiluviano, ordinando senza vedere niente, con 2-3-4-5-6 mesi di anticipo sull’uscita (parlo in generale) e senza aver la possibilità di variare quanto richiesto?

    Grazie per lo spazio e per lo spunto…
    (scusate per eventuali refusi… sono cotto!)

  8. Pingback: A cosa serve un blog aziendale? A dire quello che si pensa | Book, Social & Publishing

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