Adotta una libreria

Abbraccia un libraio

Sento spesso la gente lamentarsi che nelle librerie non si trovano abbastanza fumetti. Come se fosse scandaloso non destinare una porzione dello spazio disponibile in ogni punto vendita alla letteratura disegnata. Bene, vediamo di analizzare il problema, le sue ragioni, e alcune possibili soluzioni.
In Italia escono poco meno di duemila novità a fumetti l’anno, nelle librerie generaliste. Si tratta di un decimo delle uscite di narrativa. Se le vendite fossero dello stesso livello, a rigor di logica un decimo dello spazio disponibile in ciascuna libreria dovrebbe essere occupato da fumetti. Non è così. È evidente che in libreria non si comprano abitualmente tutti i fumetti che servono a indurre i gestori a dare più spazio alla nostra nicchia del mercato.
Le ragioni sono molteplici, ma ciò che mi preme è che il diritto di lamentarsi va meritato.
In questo momento storico del mercato editoriale, le librerie sono in acuta sofferenza, e gli editori spesso non se la passano meglio. Tutti stanno aspettando che la crisi “passi”, ma intanto le librerie devono:

  • Avere spazio per fare magazzino
  • Avere personale che gestisca il magazzino, sia in fase di rifornimento che di reso
  • Pagare le fatture di acquisto e poi, dopo essersi sobbarcati i costi dei due punti precedenti, che nessuno rimborserà mai loro, rimandare la merce invenduta e aspettare pazientemente che il distributore restituisca loro i soldi.

Nel frattempo l’editore deve:

  • Continuare a produrre (perché la crisi non passa da sola e bisogna alimentare la filiera)
  • Continuare a pagare lo stoccaggio del magazzino dei libri prodotti
  • Accettare il progressivo deprezzamento dei libri a magazzino.

Fermi. Pausa. Su questo ci vuole una parentesi. Ogni anno, la Casa editrice presenta un bilancio. Tra le voci al suo attivo (che comprendono tutto ciò che può essere in futuro monetizzato), ci sono i libri in magazzino. La valorizzazione la decide l’azienda, e può essere qualunque cifra tra zero e il prezzo di copertina dei libri. Ora, è ovvio che non si venderanno mai i libri a prezzo di copertina, quindi sarebbe stupido valorizzare il magazzino a prezzo di copertina (a meno che tu non stia cercando di vendere la tua azienda a prezzi gonfiati, ma l’acquirente dovrebbe essere un idiota a non accorgersi di questo trucchetto); è consuetudine valorizzare i libri dello stesso anno a prezzo di costo (a volte anche all’80% del prezzo di costo). Con ogni anno che passa, le rimanenze di quegli stessi titoli si deprezzano del 33%, quindi nel giro di tre anni valgono zero. Si possono ancora vendere, nel qual caso sono, per l’azienda, un ottimo affare: costano zero, si vendono a una cifra superiore a zero. Ma se arrivati a valore zero venissero anche macerati, si risparmierebbe il costo di magazzinaggio di quei libri che ormai si vendono pochissimo.
Se ne evince che tenere disponibile un titolo è un servizio, qualcosa che all’editore costa, e che si fa solo perché si ha fiducia nel fatto che piano piano quel libro si venderà ancora.

Per evitare il collasso del sistema, è essenziale che le Case editrici resistano alla tentazione di macerare in massa i titoli che valgono ormai zero, con il solo scopo di risparmiare nell’immediato) e che i librai perdano il vizio di non ordinare le cose che non sono certissimi di vendere rapidamente.

E qui entrate in gioco voi. Perché lamentarvi che ci sono pochi fumetti nella vostra libreria di quartiere o nella Feltrinelli della vostra città è facile. Ma siete disposti a fare qualcosa per rimediare?
Andate in libreria. Chiedete di parlare con il direttore. Ditegli educatamente che se esponesse più fumetti voi li comprereste lì e non altrove. Fate un paio di esempi di titoli che non avete trovato.

Poi scrivete un commento a questo post, indicando che libreria scegliete, in che città. E che ci andiate davvero, alla prima occasione.

Ci dovrete tornare, un mese dopo, per dire al direttore se la situazione è migliorata o meno. Nel primo caso ringraziatelo (e magari fategli vedere che state comprando qualcosa), nel secondo spiegategli che vi ha perso perché preferite comprare in un altro negozio, oppure online.

A produrre i fumetti belli, a tenerli in catalogo, a ristampare prontamente e a convincere la promozione, la distribuzione e la stampa ci pensiamo noi. Siamo convinti che la nostra missione riuscirà perché sappiamo con certezza che c’è un pubblico là fuori che ha voglia dei nostri libri. Quel pubblico siete voi. Andate a dire ai librai che stavamo dicendo la verità?

[La campagna Adotta un libraio mi è venuta in mente chiacchierando a distanza con l’autore Giulio Macaione, che mi ha gentilmente regalato il disegno che apre questo post.]

7 pensieri su “Adotta una libreria

  1. post molto interessante come al solito, io conosco sicuramente una libreria a Roma dove le richieste continue e precise dei clienti unite all’intelligenza del libraio, capace di vedere dove va il mercato e interessato a soddisfare ogni suo cliente,ha creato un corto circuito positivo grazie al quale si è sviluppato un nutrito e aggiornato reparto fumetti.

  2. Sono d’accordo con praticamente tutto ciò che viene pubblicato in questo blog, ma questa volta sono ANCORA PIU’ FELICE di leggerlo!!! Adottate una libreria, adottateCi! Dare spazio ai fumetti non è facile se il pubblico è diffidente, se i locali sono piccolini e i conti sempre risicati… 😦 ma ce la faremo!!! E se qualcuno passa da Torre Pellice sappia che il catalogo BAO c’è, o meglio, se non c’è arriva in pochi giorni! ( Vedi il “Se” – sesta puntata – )
    I librai dovrebbero essere molto contenti quando i clienti chiedono un prodotto preciso e di qualità; sapere che esiste un pubblico interessato è l’unica cosa che può spingerli a investire di più nel fumetto (l’altro motivo potrebbe essere avere una commessa fumetto-dipendente come me…), quindi, fumettofili unitevi! Spesso nei paesini di libreria ce n’è una sola, quando c’è. Andateci, e chiedete senza paura, ci faremo un favore reciproco!
    Grazie Michele per tutto, dal blog ai prodotti che ci propone la BAO! ( e se vi serve una commessa fumetto-dipendente… basta un fischio!)

  3. Oggi ci ho provato nella libreria in cui acquisto abitualmente, in cui mi conoscono, e si trovano persone, veri librai, simpatici, competenti e cortesi.
    Una mezza delusione: In esposizione hanno i soliti Zerocalcare (bellissimo, sia chiaro, ma lo conosce anche mia madre) e Peanuts, ma sono stati molto “freddi” sulla possibilita’ di tenere ed esporre in libreria un quantitativo di volumi sufficiente a consentire ai clienti di “incontrarli” e di sceglierli.
    Io, sperando di incoraggiarli, ho comunque ordinato 3 volumi BAO, navigando con loro sul vostro sito per sceglierli, ma non si sono incuriositi ne’ soffermati nemmeno un minuto.
    Magari lo hanno fatto dopo, ma temo che questo tentativo di adozione non abbia funzionato.

    Aggiungo, riferendomi al post di questa mattina (SE – sesta puntata), che ordinare fumetti in libreria senza poterli scegliere, guardare, toccare, sfogliare, a mio parere, ha poco significato e probabilmente diventa piu’ comodo e conveniente utilizzare Amazon.

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