“Se” – Sesta puntata

L'annuncio della chiusura di Pages a Toronto, nel 2009, disegnato dal nostro amico Michael Cho.

L’annuncio della chiusura di Pages a Toronto, nel 2009, disegnato dal nostro amico Michael Cho.

Se un cliente chiede a un libraio “Hai il fumetto Tal dei Tali Tales?” e lui risponde di no, la risposta è accettabile solo se seguita da “Te lo ordino subito, arriva il giorno X.”

Se un libraio dice di non sapere quando arriverà un libro, ha un problema con il suo fornitore.

Se quel libraio è in regola con i pagamenti al fornitore, il problema è il fornitore.

Se il fornitore dice che il libro è esaurito presso l’editore, nel caso di un libro BAO sta mentendo.

Se a dire la stessa cosa è il libraio, non ha voglia di fare un ordine e di tenersi un cliente.

Se un libraio fa bene il proprio lavoro, nessuno dei “se” di questo post lo farà arrabbiare.

Se di questi tempi un libraio può permettersi di perdere o non conquistare un cliente, ditemi su che pianeta vive, che ci emigro subito.

Se ci impegniamo tutti, le cose miglioreranno.

6 pensieri su ““Se” – Sesta puntata

  1. Quando sono andato a San Francisco e Los Angeles ho girato diverse comic shop: in media preparazione, gentilezza e professionalità sono molto ma molto più alte che in Italia. A Milano e in Puglia avessi beccato personale simpatico e preparato neanche a pagarlo: tutti al computer che ti parlano con aria di snobismo e disponibilità nulla. E non parliamo dell’arredamento e organizzazione del negozio. Meglio Amazon: più fornito, c’è gente competente, sconti e cura delle spedizioni.

  2. Anche a Milano hai beccato il posto sbagliato… ne conosco almeno un paio dove puoi andare e te lo procurano in ogni modo…
    Ma si sa, è meglio sparare cacca sui posti sbagliati che elogiare i pochi posti dove fanno le cose per bene.
    Ah, no, beh, del resto San Francisco è dietro l’angolo per tutti…

  3. SE si dicono le cose che ho letto, probabilmente chi ha fatto questo elenco non ha mai avuto una libreria o non ci ha mai lavorato…
    Io lo faccio da 11 anni e mezzo e dico all’amico della Bao (editore di ottimo livello, tra l’altro) che almeno la metà dei se è obbiettivamente impraticabile…
    Le fumetterie non sono negozi come gli altri, inutile far finta che lo siano… purtroppo sono necessarie capacità e attitudini che non sempre sono compatibili con tutte le altre attività del commercio.
    Perdonatemi, avete presente il fruitore medio della fumetteria (media)?
    Secondo voi si può tranquillamente dialogare o rispondere come a un qualunque altro avventore di un’attività commerciale?!
    Magari il discorso nella libreria di varia sarà pure diverso, ma il pubblico della fumetteria è particolare, inutile negarlo.

    Dio mi scampi dal parlare bene dei librai (me compreso), ma non è certo il settore dell’editoria più facile al mondo, tutto lì…
    Gli editori e i distributori, poi…
    Come si dice… dio li fa e poi li accoppia (editori, distributori, librai… e clienti)!

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