Il nome delle cose – Piccola nomenclatura per una fruizione consapevole del libro

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A volte ho la sensazione che ci sia un po’ di confusione, tra i lettori, sulle finiture dei libri, sulle diverse tipologie di edizione.
Allora, a uso e consumo dei lettori esigenti, e senza alcuna pretesa di completezza, ecco un rapido glossario per orientarvi.

Un fumetto può essere stampato in rotativa o in piano. Sia che la stampa avvenga con la bobina della rotativa, o i fogli di vari formati delle macchine in piano, in seguito le segnature vengono piegate e diventano sedicesimi (se il foglio o sezione di carta viene piegato fino a ottenere sedici facciate) o in trentaduesimi (se viene piegato fino a ottenere trentadue facciate).

Un fumetto può essere spillato, quando viene rilegato a punto metallico (spesso le graffette sono applicate con il fascicolo aperto verso il basso, la tecnica si chiama in questo caso in sella), brossurato, quando i sedicesimi (o trentaduesimi) vengono affiancati, incollati tra loro e poi alla copertina, che ha abitualmente il dorso (se lo chiamate costoletta è perché avete fame) squadrato. Se oltre alla colla le segnature sono vincolate tra di loro con un filo si chiama brossura a filo refe, se c’è solo la colla questa viene applicata in seguito a una fresatura delle segnature accostate, per assicurare una maggior penetrazione del collante e la brossura si chiama in questo caso fresata. Da fuori è molto difficile distinguerle, ma se aprendo il volume non vedete alcun filo, è fresata. Costa meno, ovviamente.

Se al corpo libro brossurato viene applicata una copertina rigida, l’edizione si dice cartonata. Il dorso può essere quadro o tondo. Se alla plancia della copertina viene applicato un cartone molto sottile e flessibile (quello di una buona cartonatura è spesso 2,5 millimetri, per dire), l’edizione si dice cartonato olandese. È ottima per opere di frequente consultazione, come enciclopedie tascabili. O Bone.

Quasi mai la copertina è stampata senza ulteriore applicazione di protezione. Se la finitura è molto grezza, probabilmente c’è solo l’applicazione di una vernice trasparente. Se è molto lucida, la carta è plastificata lucida. Se è satinata, è plastificata opaca. Se ci sono sezioni lucide su una superficie satinata, c’è la verniciatura serigrafica UV, “con riserva” ovvero su un’area delimitata ben precisa. L’applicazione della vernice UV avviene attraverso le maglie di un filtro speciale. Allargandole, o dando successivi passaggi sulla stessa area, è possibile ottenere motivi trasparenti in rilievo, l’UV spessorato.

I fumetti sono spesso stampati o su carte uso mano (quelle più ruvide e porose) o su carte patinate, che possono essere lucide oppure opache. La grammatura della carta indica il peso di un metro quadro di quella carta. La mano della carta, ovvero il Volume Specifico Apparente della carta, espresso in spessore in micron diviso grammatura, indica lo spessore della carta rispetto al suo peso. Una carta con una mano superiore a 1 è detta spessorata. Serve a fare libri più spessi senza aumentarne eccessivamente il peso.
Le carte hanno diverse pigmentazioni, ma per generalizzare si può dire che le più usate sono bianche oppure avoriate.
La stampa avviene in offset, con macchine in quadricromia, ovvero che stampano successivamente ciano, magenta, giallo e poi nero. L’asciugatura dell’inchiostro avviene tramite un’unità termica (un forno, in pratica) e successivamente all’aria, oppure nelle macchine a tecnologia HUV tramite led a luce pulsata ultravioletta e successivamente all’aria.
Se la copertina è foderata da un ulteriore strato di carta, esso è detto sovraccoperta. Se la sezione superiore e inferiore delle pagine mostrano una striscia di tessuto colorato (che serve a proteggere la rilegatura nei cartonati), quelli sono i capitelli. Se il lavoro è fatto bene, sotto al tessuto ci sono uno o due strati di garza, ma potreste non saperlo mai. Il foglio di carta incollato al corpo del libro e alla copertina di un cartonato è detto risguardo, o sguardia.

Mi fermo prima di farmi prendere dall’entusiasmo e spiegarvi quando il colophon ha smesso di essere un tamburino, ma sono certo che parecchi amici mi aiuteranno ad arricchire questo post nei prossimi giorni.